200-125 300-115 200-105 200-310 640-911 300-075 300-320 300-360 642-998 QV_DEVELOPER_01 400-101 700-501 117-201 70-696 700-505 600-199 400-351 300-207 TE0-141 100-105 300-101 300-206 300-070 70-417 210-260 210-060 200-355 300-208 CISSP 300-135 210-065 300-209 70-243 70-480 CCA-500 2V0-621D 210-451 400-051 E05-001 1Z0-052 70-410 640-916 VMCE_V9 810-403 070-464 070-243 700-802 70-246 FCBA GPHR DEV-401 C2090-610 SY0-401 712-50 ADM-201 700-039 312-50 MA0-101 648-244 SK0-004 ASF 70-494 70-673 500-005 1Z0-060 C9560-503 640-875 N10-006 98-367 70-534 NS0-505 70-342 CHFP 070-410 640-878 1V0-603 1Z0-804 C8010-250 312-50V9 C2150-508 98-368 CLOUDF 70-411 70-461 220-901 70-488 070-341 PK0-003 E20-547 70-412 70-686 500-285 CISM 101-400 102-400 PDM_2002001060 JN0-100 642-883 CAP 070-347
200-125 300-115 200-105 200-310 640-911 300-075 300-320 300-360 642-998 QV_DEVELOPER_01 400-101 700-501 117-201 70-696 700-505 600-199 400-351 300-207 TE0-141 100-105 300-101 300-206 300-070 70-417 210-260 210-060 200-355 300-208 CISSP 300-135 210-065 300-209 70-243 70-480 CCA-500 2V0-621D 210-451 400-051 E05-001 1Z0-052 70-410 640-916 VMCE_V9 810-403 070-464 070-243 700-802 70-246 FCBA GPHR DEV-401 C2090-610 SY0-401 712-50 ADM-201 700-039 312-50 MA0-101 648-244 SK0-004 ASF 70-494 70-673 500-005 1Z0-060 C9560-503 640-875 N10-006 98-367 70-534 NS0-505 70-342 CHFP 070-410 640-878 1V0-603 1Z0-804 C8010-250 312-50V9 C2150-508 98-368 CLOUDF 70-411 70-461 220-901 70-488 070-341 PK0-003 E20-547 70-412 70-686 500-285 CISM 101-400 102-400 PDM_2002001060 JN0-100 642-883 CAP 070-347

UNA BRECCIA NELLA CORAZZATA NORVEGESE

0

Una breccia nella corazzata norvegese

Virginia De Martin Topranin a Lago di Tesero (Pentaphoto)

Virginia De Martin Topranin a Lago di Tesero (Pentaphoto)

Con una fredda domenica di gennaio è giunto al termine l’undicesimo Tour de Ski. A salire sul gradino più alto del podio nella gara a tappe dello sci di fondo, una norvegese. Lo stesso era successo per le ultime quattro edizioni, ma il Tour di Heidi Weng è stato tutto in salita… non esclusivamente l’ultima rampa del Cermis.

Infatti, la vittoria è stata decisa soltanto su quella salita epica, quando la norvegese ha superato a doppia velocità Stina Nilsson, scattata dal cancelletto per l’ultima tappa con il pettorale di leader. Proprio la svedese è stata la protagonista di questo Tour de Ski così combattuto: quattro successi su sette gare disputate, autrice di prestazioni superlative ed avvincenti, in diverse occasioni ha fatto sua la vittoria con un incisivo sprint finale. Ma non è stata l’unica a mettere i bastoni fra le ruote alle norvegesi. Per ben due tappe non c’è stata alcuna norvegese sul podio: nella 5 chilometri di Dobbiaco si sono accaparrate il gradino più alto e più basso del podio due americane. Posizioni occupate da due svedesi il giorno successivo in val di Fiemme, con le finlandesi ad aggiudicarsi la seconda piazza in entrambi i casi.

Che sia una breccia nello corazzata norvegese? Certo, l’assenza di Therese Johaug, che, con i suoi ritmi forsennati fin dal primo metro, ammazzava la gara, si fa sentire: anche l’andamento delle competizioni femminili è cambiato, con un gruppo che rimane più numeroso e compatto fino agli atti finali. O forse il fatto che la neo mamma Bjoergen sia rientrata, ma non ancora ai massimi livelli. O magari l’ombra dei recenti casi di doping?

Weng_Arrivo

Heidi Weng (foto Newspower)

Fatto sta che la stagione in corso ha portato una ventata di novità in campo femminile. Senza la presenza così massiccia delle norvegesi sul podio, c’è stato un rimescolamento delle carte, che sta facendo emergere nuove protagoniste. E anche se poi a finalizzare sono in poche, durante la competizione si mettono in luce molti nuovi volti. Non solo, i distacchi si sono ridimensionati, regalando gare più combattute, imprevedibili ed avvincenti.

Probabilmente in seno alla federazione norvegese non saranno così contenti della novità. Ma noi, intanto, ci godiamo lo spettacolo.

 

Virginia De Martin Topranin

 

da SciFondo n. 220

 

Share.

About Author

Leave A Reply