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ESORDIO D’ARGENTO PER LA STAFFETTA MISTA AI MONDIALI DI BIATHLON

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L’attesa era tanta. Le aspettative di più. Il pronti, via dei Mondiali di biathlon ad Anterselva regala al medagliere azzurro uno splendido argento conquistato dai Fantastici 4 della Staffetta Mista grazie a una prova condotta sempre nelle posizioni di testa. Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik WIndish vengono battuti solo dalla solita Norvegia. Chiude il podio, un po’ a sorpresa, la Repubblica Ceca grazie ad un’eccezionale prova al poligono.

di Nicolò Zeduri

La stagione di Coppa del Mondo ha confermato (e ribadito) che le nazioni da battere nel biahtlon sono Norvegia e Francia, dotate di una potenza di fuoco davvero invidiabile. Ma la Staffetta Mista si conferma un format di gara cucito su misura anche per il gruppo azzurro che riesce sempre a regalare ottime prestazioni. Come ormai da tradizione, in prima frazione per l’Italia c’è Lisa Vittozzi. La quale conferma di aver trovato la forma migliore proprio al momento giusto. È vero, Lisa commette qualche errore di troppo al poligono, ma è brava a rimanere concentrata e recuperare senza perdere troppo tempo. Chi invece vive una giornata nera è Julia Simon che da sola fa fuori la Francia dalla lotta per le medaglie commettendo 4 errori che le costano un giro di penalità e parecchi secondi lasciati sul piatto.

Un cambio delicato

Nel momento del primo cambio, davanti a tutte ci sono due che si conoscono bene: Dorothea Wierer e Tiril Eckhoff. impegnate all’inizio a studiarsi senza dare uno strappo deciso alla contesa permettendo. Una tattica che permette al manipolo delle inseguitrici di rientrare tra le quali si fa ingombrante, almeno in un primo momento, la figura di Denise Hermann. La tedesca, infatti, grazie a un ottimo passo sugli sci e allo zero al primo poligono si riporta sotto, salvo poi rovinare nel poligono in piedi con 4 errori. Al secondo poligono otto atlete arrivano più o meno appaiate, Dorothea non è perfetta mentre Eckhoff scappa via grazie a un rapido zero. Lo stesso numero di errori di Anna Oeberg e della ceca Marketa Davidova.

Parola agli uomini

Alla partenza della staffetta maschile, Tarjei Boe gestisce il distacco sugli inseguitori tra cui i primi della lista sono il nostro Lukas Hofer e Moravec. Dopo un primo poligono ottimo per tutti, sia Hofer che il ceco trovano lo zero anche in piedi ed escono dall’arena festante appaiati al norvegese, in un gruppetto che già comincia a delineare i colori del podio. All’ultimo cambio sono sei i paesi in lotta per la medaglia: oltre al trenino di testa composto da Italia, Norvegia e Repubblica Ceca (leggermente staccata), hanno una chance anche Ucraina, Svizzera e Germania. Sugli sci i distacchi si mantengono quelli iniziali e quando Johannes Boe dimostra ancor auna volta di essere l’enciclopedia del tiro a terra, Dominik Windish e Krcmar devono solo pensare a non staccarsi troppo.

Un ultimo poligono da cuore in gola

Come spesso accade, è l’ultimo poligono ad esprimere l’ardua sentenza. Norvegia e Italia allungano ed entrano al tiro decisivo con una ventina di secondi di vantaggio sugli altri. Nonostante le percentuali pazzesche stagionali di Boe, il norvegese sbaglia due volte ma Windish, costretto a gestire il tiro con una grande pressione addosso, non riesce ad approfittarne commettendo a sua volta due errori. Nonostante la conformità al poligono, il fuoriclasse norvegese ha davvero pochi rivali sugli sci e con il vantaggio accumulato prende il volo verso l’oro. Dietro di lui, Dominik blinda la seconda posizione fino al traguardo, scrivendo un’altra pagina importante della storia del biathlon italiano seguito da Krcmar che regala alla Repubblica Ceca un bronzo insperato.

Gli azzurri nella prima in casa avevano tutto da perdere e invece non hanno mancato l’appuntamento, sfoderando un’eccellente prova di squadra che solo una sempre strepitosa Norvegia è riuscita a battere. Ma siamo solo all’inizio, domani tocca alla sprint femminile

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