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MARCIALONGA AL LAVORO PER FESTEGGIARE AL MEGLIO LE NOZZE D’ORO

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Sono passati esattamente 50 anni dalla prima edizione di Marcialonga del 1971 e anche se la cornice non sarà, per forza di cose, quella delle grandi occasioni, gli organizzatori continuano a lavorare incessantemente alla prossima granfondo di Fiemme e Fassa con la consapevolezza che lo sci di fondo è una disciplina che permette di rispettare le linee guida anti-Covid. Non appena le condizioni climatiche lo permetteranno, comincerà così la stesura dei 70 km di pista sui quali ogni anno vanno in scena le epiche sfide targate Marcialonga.

Il 31 gennaio 2021, sebbene si tratti della 48.a edizione causa mancanza di neve in alcune annate, sarà l’occasione per celebrare l’anniversario numero 50 dalla data del battesimo della Marcialonga, le affascinanti nozze d’oro. Anche in tempo di pandemia non si abbassa la guardia, anzi, Marcialonga intende affrontare una sfida che appare insidiosa e piena di incognite. Il comitato organizzatore sa bene che quella di fine gennaio non sarà una competizione ‘normale’, gli atleti stranieri con tutta probabilità non saranno numerosi come al solito e ci sarà da valutare l’effetto psicologico che avrà il Covid sugli appassionati italiani, ma l’intero staff diretto dal presidente Angelo Corradini non si spaventa e aggiusta il tiro offrendo massima sicurezza a concorrenti e accompagnatori. Lo sci di fondo infatti si propone, già di per sé, come sport idoneo a rispettare le linee guida per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus, con binari e sci che fungeranno da distanziatori sociali ‘obbligati’ per gli atleti.

Le tappe di avvicinamento al grande giorno

Proprio in previsione della prossima edizione, nei primissimi giorni di novembre i 27 cannoni e i 4 battipista della ‘flotta’ appartenente a Marcialonga sono stati preparati e sono pronti per essere riavviati, condizioni climatiche permettendo, per innevare nuovamente il percorso di 70 km che congiunge Moena a Cavalese passando da Canazei e Predazzo. Per tracciare la pista occorrono circa 100.000 metri cubi di neve e Corradini e i suoi ‘ragazzi’, come ama definirli lui, nelle notti in cui temperatura e umidità diventano ottimali si mettono all’opera per produrre la neve e dare corpo ad un fondo di circa 30 cm, base che servirà per poter sciare durante tutto l’arco dell’inverno, anche quando la gara non è protagonista. Una tecnica, quella dell’innevamento programmato non è certo nuova a polemiche, ma anche da questo punto di vista Marcialonga non rimane a guardare e per imbiancare la pista utilizza acqua recuperata dal troppopieno degli acquedotti, su gentile concessione dei comuni delle Valli di Fiemme e Fassa che ne autorizzano le operazioni.

Una pista per tutti gli appassionati

Un vero e proprio servizio per l’intera comunità delle valli trentine quella fatta dagli organizzatori di Marcialonga poiché il tracciato non è infatti riservato esclusivamente alla gara ma nel corso della stagione invernale è pronto ad accogliere turisti da tutto il mondo che intendono cimentarsi con gli sci da fondo al cospetto delle maestose Dolomiti, Patrimonio Naturale dell’Unesco. I dati dell’ultimo periodo riguardanti la pista sono incoraggianti e parlano di 102.227 passaggi nella sola stagione 2019, con una media di 1250 passaggi giornalieri, numeri di tutto rispetto che testimoniano una crescita importante del movimento fondistico anche al di fuori degli appassionati storici, sebbene in tempi di pandemia questi numeri siano destinati irrimediabilmente a scendere. Sarà un momento emozionante quello di poter sciare sulle nevi che hanno fatto la storia dello sci di fondo, dove sono nati i grandi campioni di questo sport. Ad attendere atleti e turisti ci sarà una pista preparata alla perfezione da coloro che la neve la vivono appieno, con la gioia di poter regalare anche in questa stagione, Covid permettendo, un’esperienza unica.

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