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RACEFOX, IL COACH SULLO SMARTPHONE

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Dalla Svezia (e dove se no) una soluzione basata su una app per smartphone e una fascia cardio un po’ speciale per migliorare la nostra tecnica e prepararci per la gara della vita. Il risultato è davvero sorprendente e soprattutto, è un forte motivatore per tutti coloro che hanno sempre desiderato avere un coach (beati loro…) ma che il destino non gli ha mai regalato. 

Marcialonga 2018 Photo: Newspower

Che la tecnologia sia diventata sempre più protagonista negli sport moderni, è cosa ormai nota, ma si resta colpiti quanto l’evoluzione “della specie” si spinga sempre più in là nell’offrire funzioni e possibilità di miglioramento. Pensiamo a cosa è stato il mondo dei cardiofrequenzimetri e l’applicazione satellitare nello sport: condividiamo gare ed allenamenti in tempo reale con amici dall’altra parte del mondo. E un coach può vedere in ogni momento i risultati delle sezioni di training dei propri atleti sparsi in tutto il globo. Ed è proprio la parte di “allenamento” di ultima generazione che è al centro di Racefox, una soluzione composta da una app per smartphone e una cintura toracica.
Come funziona è presto detto. Una scaricata sul proprio cellulare la app Racefox, è necessario abbinare la fascia toracica con un normale collegamento Bluetooth, perché questa contiene al proprio interno un accelerometro in grado di rilevare i movimenti del busto, e trasmetterli alla app che li elaborerà fornendoci quattro interessanti parametri.

Dimmi come scii e ti dirò chi sei.
Innanzitutto Racefox, come tutti i coach, vuole conoscere il proprio atleta, e la prima cosa da fare, una volta installata la soluzione, è realizzare un test, che può essere fatto sul campo (ovvero “On snow” sulla neve oppure “Rollerskis” con gli skiroll) e, terza opzione, la versione “indoors” cioè verosimilmente con l’Ercolina, con il Thorax o attrezzatura analoga. Attenzione a questo punto, perché gli sviluppatori della app hanno rilevato numerosi mail di utenti che non eseguivano correttamente il movimento (peraltro difficile con gli strumenti di cui sopra) e sul sito web vi sono alcuni consigli in tal senso.Il test a sua volta potrà essere Double-poling (cioè scivolata spinta, meglio conosciuta come …spinta di braccia) della durata di otto minuti, oppure Diagonal (il vecchio passo alternato) della durata di un minuto, entrambi da fare “a tutta”. A questo punto è doveroso fare una precisazione: la società svedese che ha sviluppato Racefox, cavalcando il rinascimento che sta vivendo la tecnica classica (e i suoi derivati) non ha previsto nei propri moduli lo skating. l termine del test, Racefox vi darà una valutazione su quattro aspetti, che vediamo nel dettaglio a seguire.

Attack: è la capacità di accelerare il corpo verso il basso, finché i bastoni toccano il terreno. Il valore espresso è tra 0 e 20 m/s2. I test con atleti elite che corrono la Vasaloppet per piazzarsi tra i primi hanno un valore di circa 11; chi conclude la gara svedese in circa 6 ore ha un valore medio di 8, mentre un principiante si aggira intorno a 4.

Core power: questa funzione descrive quanto l’atleta è capace di piegare il corpo in avanti nel movimento della scivolata spinta. Potremmo chiamarla la fase della proiezione in avanti. La app ha determinato la scala dei valori da zero a 30 m/s2. Sempre alla Vasa gli elite si aggirano tra 20 e 24, un fondista da sei ore ha un valore tra 14 e 16, e il beginner si aggira intorno a 10.

Consistency: la potremmo chiamare stabilità, cioè la capacità di ripetere il gesto tecnico nel tempo. Gli inventori della app hanno definito la scala da zero a 7, e il valore più alto mai raggiunto lo ha segnato Jorgen Brink con un indice di 5,5. Un fondista da sei ore alla Vasaloppet con una buona tecnica avrà un valore di 4,5 mentre un principiante è tipicamente intorno a 2,5.

Frequency: la frequenza è presto spiegata, ovvero il numero di spinte in un minuto. Nella schermata in alto, la app mostra il numero totale di spinte effettuate nella prova di otto di un minuto.

Durante i test porteremo con noi il nostro smartphone, e con la funzione satellitare accesa, potremo anche memorizzare il tracciato, e di conseguenza il chilometraggio percorso. Inoltre, la fascia toracica rileva il battito cardiaco che sarà poi visibile nella app al termine: purtroppo l’unico protocollo è il Bluetooth e non ha l’ANT+, quindi non sarà possibile connetterlo con un Garmin. Tuttavia, la schermata Heart Rate ci mostrerà l’andamento del battito e la relativa divisione in quattro fasce di lavoro cardiaco divise in percentuale sulla massima frequenza del nostro cuore che potrete inserire al momento del setup della app. Al termine del test, la applicazione propone una schermata COACH in cui ci fornisce una analisi del nostro lavoro e ci propone una tipologia di allenamento mirato al

miglioramento delle funzioni sopra descritte. Una volta realizzato il test (e che potremo sempre ripetere più avanti per vedere il nostro miglioramento) passiamo al vero e proprio coach, che dividerà i lavori sugli stessi quattro aspetti che abbiamo visto in precedenza: Attack, Core power, Frequency e Consistency. La app propone dei lavori in base al risultato del test e degli allenamenti precedenti: per esempio nel caso della Frequenza proporrà un numero (nel nostro caso 53) che corrisponde a quante spinte al minuto si devono fare per un periodo prestabilito e per quante ripetizioni. E come tutti gli allenatori, Racefox ti detterà l’andatura! Infatti con un paio di auricolari collegate allo smartphone, sarà possibile sentire un rumore che, come un metronomo, ci batterà il ritmo.  Nel caso le nostre spinte siano superiori a quanto stabilito dal coach, la app emetterà un suono alto, viceversa se stiamo sotto i valori stabiliti, il suono sarà di una tonalità bassa per spronarci ad alzare il ritmo, o la spinta a seconda di una delle quattro funzioni.

Pronti per la gara!
Attualmente Racefox ha due moduli legati alla preparazione verso due importanti granfondo: Marcialonga e Vasaloppet. In questo modo, la app (partendo dai test effettuati) pianifica e propone un piano di allenamento basato su lavori settimanali in funzione del periodo dell’anno e a quanto manca all’appuntamento clou della stagione. Quando si è in questa funzione, è importante accedere al modulo Your Goal, ovvero l’obiettivo di gara. Qui sarà possibile immettere il tempo stimato (o desiderato) con cui si vuole concludere la gara, e sempre qui si inserisce una scala unica sul proprio livello che è la sintesi di tre indici utili al coach per stabilire il piano: quanti km posso fare da qui alla gara, quante sessioni di allenamento settimanale, e quante ore di allenamento per settimana. Una ulteriore opzione che Racefox offre è la Personal Racefoxanalysis della propria gara, ma di questo non sappiamo ancora molto.

Concludiamo con una nota: Racefox esiste anche nella versione Running, perché anche la corsa a piedi ha le sue dinamiche che possono influire sulla prestazione. E non sono poche.

La formula di vendita di Racefox è coerente con la sua natura, ovvero non compri un allenatore una volta e basta, bensì lo paghi ogni mese. Infatti il pacchetto base di Racefox è di 99 Corone Svedesi (circa 10 Euro) al mese. L’opzione con il piano di allenamento per una gara raddoppia l’abbinamento a una ventina di Euro al mese.

Info su www.racefox.se

 

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