200-125 300-115 200-105 200-310 640-911 300-075 300-320 300-360 642-998 QV_DEVELOPER_01 400-101 700-501 117-201 70-696 700-505 600-199 400-351 300-207 TE0-141 100-105 300-101 300-206 300-070 70-417 210-260 210-060 200-355 300-208 CISSP 300-135 210-065 300-209 70-243 70-480 CCA-500 2V0-621D 210-451 400-051 E05-001 1Z0-052 70-410 640-916 VMCE_V9 810-403 070-464 070-243 700-802 70-246 FCBA GPHR DEV-401 C2090-610 SY0-401 712-50 ADM-201 700-039 312-50 MA0-101 648-244 SK0-004 ASF 70-494 70-673 500-005 1Z0-060 C9560-503 640-875 N10-006 98-367 70-534 NS0-505 70-342 CHFP 070-410 640-878 1V0-603 1Z0-804 C8010-250 312-50V9 C2150-508 98-368 CLOUDF 70-411 70-461 220-901 70-488 070-341 PK0-003 E20-547 70-412 70-686 500-285 CISM 101-400 102-400 PDM_2002001060 JN0-100 642-883 CAP 070-347
200-125 300-115 200-105 200-310 640-911 300-075 300-320 300-360 642-998 QV_DEVELOPER_01 400-101 700-501 117-201 70-696 700-505 600-199 400-351 300-207 TE0-141 100-105 300-101 300-206 300-070 70-417 210-260 210-060 200-355 300-208 CISSP 300-135 210-065 300-209 70-243 70-480 CCA-500 2V0-621D 210-451 400-051 E05-001 1Z0-052 70-410 640-916 VMCE_V9 810-403 070-464 070-243 700-802 70-246 FCBA GPHR DEV-401 C2090-610 SY0-401 712-50 ADM-201 700-039 312-50 MA0-101 648-244 SK0-004 ASF 70-494 70-673 500-005 1Z0-060 C9560-503 640-875 N10-006 98-367 70-534 NS0-505 70-342 CHFP 070-410 640-878 1V0-603 1Z0-804 C8010-250 312-50V9 C2150-508 98-368 CLOUDF 70-411 70-461 220-901 70-488 070-341 PK0-003 E20-547 70-412 70-686 500-285 CISM 101-400 102-400 PDM_2002001060 JN0-100 642-883 CAP 070-347

RIVALITÀ E SQUADRA

0

SnoWoman

Rivalità e squadra

Virginia De Martin 6456Lo sci di fondo è uno sport individuale. Sì, ma anche di squadra: perché ci si allena tutto l’anno insieme e perché c’è quella gara, la staffetta, che della squadra è l’espressione massima.

Così ci si trova a mettere insieme due aspetti: individualismo e unione. E se per gli uomini il cameratismo è qualcosa di innato, nella squadra femminile non sempre la coesione è cosa facile, a meno che non sia un fatto culturale. Se poi in una squadra si trovano a convivere atlete dalle forti capacità e grandi personalità, allora c’è il rischio che la competizione si trasformi in accesa rivalità. È proprio quello che è successo nel fondo femminile degli anni novanta, caratterizzato dalla rivalità tra Di Centa e Belmondo. Ingigantita e strumentalizzata dai media, più che di un odio accanito si trattava di un’indifferenza reciproca i cui colpi venivano sferrati a distanza, a suon di vittorie, estrema professionalità e maniacale cura dei dettagli. Se un fine settimana vinceva Stefania, quello successivo doveva vincere Manuela. Se l’una mangiava mezzo piatto di pasta, l’altra rilanciava non mangiandone proprio. Una rivalità che galvanizzava Di Centa, forte del suo carattere sfrontato ed esuberante, e può forse aver penalizzato Belmondo, che subiva l’avversaria. Una rivalità che sicuramente assicurava un clima di successi, sia individuali che in staffetta e permetteva alle più giovani di maturare professionalmente, indisturbate all’ombra delle due grandi campionesse. Il ruolo chiave in questo complesso momento del fondo femminile italiano lo giocò Camillo Onesti. Da grande leader quale fu, riuscì a gestire in modo ottimale la situazione: Camillo comprese che il successo della squadra era un gioco di equilibri tra le due personalità, assicurando al contempo serenità e pari opportunità al resto del gruppo femminile. La rivalità tra Di Centa e Belmondo era una garanzia di successo per tutta la squadra, oltre a rappresentare un esempio per le atlete più giovani. Gabriella Paruzzi era tra queste giovani e la presenza delle due campionesse ha influenzato in modo positivo la sua carriera: lei stessa ammette di aver imparato moltissimo, proprio “copiandone” la professionalità, la serietà e lo spirito di sacrificio. I tanti successi ottenuti in staffetta in quel periodo, sono stati il trampolino di lancio per la fantastica carriera di Gabriella. Staffetta che ha ottenuto medaglie anche dopo il ritiro delle due grandi rivali: anni non più caratterizzati da un forte dualismo, bensì da una squadra piccola, ma molto unita. E a dire il vero Gabriella confida di ricordare con molto più affetto questi ultimi successi: ottenuti con sana competizione e spontanea partecipazione.

 

Virginia De Martin Topranin

Share.

About Author

Leave A Reply