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TEMPO DI BILANCI PER IL TEAM ROBINSON TRENTINO

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In una stagione finita anzitempo anche per il circuito Visma Ski Classics, così come per quasi tutti, il Team Robinson Trentino ha concluso al 15° posto tra i 35 teams del circuito. Il presidente Gianni Casedei e il team director Bruno Debertolis hanno tirato le somme della stagione.

Il circuito che annovera alcune tra le maggiori granfondo mondiali ha un forte legame con l’Italia, il paese che ospita il maggior numero di competizioni Visma: le due gare “prologue” di Livigno, La Venosta, Marcialonga e Dobbiaco-Cortina. A guidare il Team Robinson Trentino, una delle due squadre italiane del roster, ci sono il presidente Gianni Casadei e il team director Bruno Debertolis, che abbiamo avuto modo di intervistare qualche settimana fa (video presente sulla pagina Facebook di SciFondo).

Debertolis è tornato nuovamente sulla situazione attuale: «Credo sia importante parlare di quello che sta accadendo, lo stato d’animo che tutto il mondo sta vivendo è qualcosa di nuovo, sconosciuto, quasi pauroso. Di conseguenza lo sport, sinonimo di salute, vitalità e benessere fisico-mentale, deve dare un segnale e il proprio contributo, dimostrando solidarietà e coesione nel trasmettere i veri valori ‘di squadra’, di determinazione e di resilienza!».

Ma ha avuto modo di tirare le somme della stagione: «Per noi è stata un’annata positiva: abbiamo collezionato una lunga striscia di podi, ben 27 con 13 vittorie, 5 secondi e 9 terzi posti nelle varie gare disputate – prosegue Debertolis -. Questa stagione che ha sancito un radicale cambiamento nel nostro organico, abbiamo cercato di investire su figure nuove, motivate e provenienti da diversi contesti. Florian Cappello, altoatesino, 24 anni, proveniente dall’ambiente pro, ha accolto la nostra sfida con parecchie riserve, ma grazie all’ambiente familiare e all’accoglienza di staff e compagni di team le ha sciolte, ripagandoci con ben 5 vittorie. Anche Caterina Piller, 21, uscita dai ranghi giovanili e allo stato attuale studente universitaria, temeva le “distance”, ma ha centrato 5 podi. Non dimentico Lorenzo Busin, 23, ormai riferimento quando si parla dei migliori italiani nel double poling, alla 2.a stagione Ski Classics, che ha compiuto passi da gigante in soli 15 mesi. C’è anche Matteo Tanel, nuovo in queste sfide, ma che ha portato una ventata di determinazione e di divertente entusiasmo…che non guasta mai, e Gilberto Panisi, persona stupenda prima che atleta di lusso, il quale ha dimostrato al mondo che con la determinazione e la voglia di arrivare nulla è precluso. Primo italiano alla Marcialonga e convocato ben tre volte dalla nazionale per la Coppa del Mondo e vincitore addirittura di una tappa di Coppa Svezia, luogo dove ormai da cinque anni vive, studia e si allena. Direi che il futuro è nelle loro mani.»

Non va dimenticato l’apporto al team di tre atleti stranieri e particolarmente qualificati del calibro di Justyna Kowalczyk, Alexander Panzhinskiy e Nicole Donzallaz, oltre a quello di Chiara Caminada, Lorenzo Cerutti e Roberto Passerini.

Parola al presidente

«Rispetto ai paesi nordici, è come se in una gara di 100 metri noi partissimo 50 metri più indietro; loro hanno tradizione, cultura, vivono di sci, hanno budget spropositati e, soprattutto, capiscono che queste gare sono l’essenza del fondo e danno loro grande risalto mediatico – il commento di Gianni Casadei –. Da noi tutto questo manca; in Italia si fatica a capire che queste competizioni sono spettacolari anche dal punto di vista mediatico, attraggono folle di appassionati e potrebbero essere trainanti per tutto il movimento, allargando la base dei partecipanti, degli atleti, degli sponsor; inoltre sono gare assolutamente competitive».

Parole dure, che non si ammorbidiscono di certo quando il tema è quello dei cinque eventi italiani: «Dovrebbe essere un vantaggio ma purtroppo, anziché fare sistema e tentare di costruire qualcosa tutti insieme partendo da questa opportunità e visibilità rivolgendosi ad un target sempre più ampio. Ma purtroppo non è affatto così».

 

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